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Dalla redazione
venerdì 20 marzo 2020

Calice & Penna

Dream Wine, degustazioni emotive

Stefano Cipolato

Calice & Penna è la nuova rubrica di AIS Veneto dove pubblichiamo i contributi dei nostri soci. Se ti piace scrivere e vuoi cimentarti con un racconto su un vino che ti ha colpito, su un viaggio o su una tua personale wine experience, contattaci su [email protected] e riceverai indicazioni sul format richiesto. La redazione provvederà alla selezione per la pubblicazione. 

 

Non è semplice trovarsi dall’oggi al domani a pensare come occupare la giornata. La mente viaggia e il rischio è quello di non trovare la via del ritorno.

 Mi impongo dei confini mentali senza cercare soluzioni che or ora non sono avvistabili.

Tra i pensieri che affollano la mia mente, anche numerose cene e degustazioni in compagnia: fino a qualche settimana fa, ad esempio, ero con colleghi ed amici e l’immancabile vino della serie “questo lo potevo bere solo con voi” o “questo lo beviamo oggi e non lo beviamo più”. Il vino alla cieca porta con sé sempre una certa emozione.

Apprezzo degustare un vino alla cieca, riporta sempre con i piedi per terra e si rimette al centro: fa capire che è il vino che parla e deve parlare.

Poi, come a volte accade c’è lui: il vino che lascia il segno, quello che mette tutti, ma proprio tutti d’accordo. Potremmo dargli una definizione precisa: “Dream Wine”.

Sono i vini che ti fanno venire la pelle d’oca, te ne accorgi perché a tavola cala il silenzio e si ascolta il vino. Ed è lì che devi esser pronto, devi saper ascoltare: lui ti racconta chi è, la sua storia e da che mani è stato creato. Ti trovi combattuto tra il riassaggiarlo e il non farlo finire. E poi? Poi ci si riprende.

Magicamente.

Tutti ne vogliamo parlare: “hai sentito questo?”che persistenza” “20 anni, ma dai! impossibile!

Già al visivo la maggior parte di noi si era isolata, persa nella brillantezza e nella vivacità dell’Icewein Markus Molitor Mosel Riesling 1992: il colore rosa-arancio con sfumature cipria parlava già di complessità; densità e sinuosità a descrivere le movenze nel bicchiere, gli archetti appariranno poi, molto poi.

Se dovessi spiegare cos’è la complessità del vino ecco, prenderei proprio questo vino come esempio: larghezza e verticalità, pulizia ed eleganza, forza e classe, dolce e salato. Una gamma di profumi e prospettive così ampia da non darti punti di appoggio. Agrumi freschi ma canditi, mandarino, lime, speziature, zafferano; le mandorle dolci, il goudron, sasso e poi ancora frutta, albicocche mature, polveroso, fiori gialli secchi.

Al palato non tradisce la succosità, il piacevole gioco di sapidità e dolcezza, l’alcool dosato e la morbidezza supportati da una fresca verve che solo i riesling sanno regalare. Il finale è lungo, lunghissimo, tra il succulento, l’agrumato e l’amaricante. Il silenzio è pressoché totale, tutti all’ascolto di sensazioni ed emozioni che hanno atteso 28 lunghi anni per rivelarsi e proprio a noi! Quelle chance!

Che bello poi condividere le nostre sensazioni, il “racconto” di questo vino.
La consapevolezza di aver degustato qualcosa di unico, ma di aver anche interrotto un qualcosa che avrebbe potuto conservarsi per altrettanti lunghi anni.  

Condivisione: è questo il tema. L’avessi bevuto da solo probabilmente non mi avrebbe trasmesso le stesse emozioni.

Condivisione, è anche il tema di questi giorni così unici e così nuovi per tutti. Condivisione di spazi, di cure, di attenzioni e di emozioni.

Ben venga allora Dream Wine: sono pronto a condividere.

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